E voi ragazzi chi vorreste essere un clown psicotico e pazzo come Joker o un angelo nero e vendicativo come il Corvo???

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lunedì 11 maggio 2009



Capitolo 2




LA CARRIERA




Nel 1985 Brandon fece ritorno a Los Angeles e nello stesso anno esordì nel mondo cinematografico, ottenendo una piccola parte in The Crime Killer di George Pan-Andreas, nel ruolo (non accreditato) di un gangster. Nel 1986 mentre lavora come impiegato presso la "Ruddy/Morgan Production" di Los Angeles, conobbe Lyn Stalmaster, direttore del casting, che, dopo un provino, lo scelse per recitare nel film Tv Kung Fu: the movie, nei panni del personaggio "Chung Wang", figlio di "Kwai Chang Caine", recitato da David Carradine. Il film è ispirato alla serie televisiva degli anni '70 Kung Fu ed avrebbe dovuto parteciparvi il padre Bruce nei panni di Caine, ruolo affidato poi a Carradine.

Nello stesso anno, Brandon si recò ad Hong Kong per le riprese del suo primo film da protagonista, Legacy of Rage, affiancato da altri attori come Michael Wong e Bolo Yeung (grande amico del padre con cui ha lavorato in alcune pellicole come I 3 dell'Operazione Drago). Il film fu recitato in cantonese e fu l'unico dell'attore ad essere registrato a Hong Kong. Nel 1987 intepretò "Johnny Caine" in Kung Fu: the next generation, seguito di Kung Fu: the movie. Brandon fece poi un'apparizione nella serie televisiva Ohara (1988) con protagonista Pat Morita (il maestro Miyagi della serie di The Karate Kid), interpretando "Kenji", figlio di un boss della Yakuza. Successivamente recitò in Laser Mission (1990) con Ernest Borgnine, registrato in Sudafrica nel 1988.



Nel 1991, è co-protagonista assieme a Dolph Lundgren in Resa dei conti a Little Tokyo, film che ebbe successo tra gli appassionati dei film di arti marziali e che permise a Brandon di firmare un contratto con la 20th Century Fox. Nel 1992 interpretò lo studente Jake Lo in Drago d'acciaio, in cui Brandon partecipa anche alla composizione delle coreografie di combattimento. Per questo film si recò in tour promozionale anche a Roma, dove venne intervistato dallo sceneggiatore ed esperto di cinema kung-fu Lorenzo De Luca, già autore di alcuni libri sul padre. Parte di quell'intervista è udibile nel recente documentario L'urlo di Chen terrorizza ancora l'Occidente del 2008, realizzato dallo stesso De Luca.



Nonostante fosse divenuto celebre nell'ambiente del cinema di arti marziali, Brandon sentiva ancora insoddisfazioni professionali e il continuo accostamento alla figura mitica del padre fatto dai media lo rese sempre più demotivato. Lui stesso definì "stupidi" i film d'azione che fino a quel momento aveva girato e, a sua detta, ebbe modo di farli solamente perché era il figlio di Bruce Lee. Per questo l'attore si rifiutò da quel momento di recitare in altri film del genere, sperando di trovare un ruolo in cui non contava solamente l'azione, da lui considerata un mero esercizio fisico.



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